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Servizi di traduzione

Traduzione giuridica

La traduzione giuridica è un trasferimento che non avviene tra due lingue, ma tra due ordinamenti giuridici. Il corrispondente di una parola si può trovare sul dizionario; l’istituto a cui quella parola rimanda può però non avere un corrispondente nell’ordinamento di arrivo. È da qui che nasce la vera difficoltà della traduzione giuridica.

7 min di lettura Aggiornato: 18.07.2026

La traduzione errata di una clausola contrattuale, a differenza di un refuso, produce effetti diretti: cambia l’estensione dell’obbligo, si sposta il foro competente, si allarga il limite di responsabilità. Per questo nei testi giuridici ci si attende che le decisioni di traduzione siano motivabili.

Perché la differenza tra ordinamenti è un problema di traduzione?

La Türkiye ha un ordinamento legato alla tradizione giuridica dell’Europa continentale e fondato sulla codificazione. L’Inghilterra e gli Stati Uniti d’America vengono invece da una tradizione fondata sui precedenti giurisprudenziali. In questi due mondi gli istituti che svolgono la stessa funzione portano nomi diversi, mentre gli istituti che portano lo stesso nome svolgono funzioni diverse.

La scelta del traduttore è qui una fra tre: usare il nome dell’istituto più vicino nell’ordinamento di arrivo, lasciare il termine così com’è e spiegarlo tra parentesi, oppure costruire un corrispondente descrittivo. La scelta giusta dipende dallo scopo del testo. In un documento da presentare in giudizio prevale la trasparenza, in un testo destinato a una trattativa commerciale la comprensibilità.

Tipo di testoAspettativa prioritariaTipica necessità di certificazione
Contratto e protocolli aggiuntiviCoerenza terminologica, conservazione della numerazione degli articoliNell’uso tra le parti di solito nessuna
Domanda giudiziale e allegatiFedeltà assoluta al testo di partenzaGiurata, nella maggior parte dei casi con autentica notarile
Provvedimento giudiziarioResa fedele del dispositivoGiurata e con autentica notarile, apostille per l’estero
ProcuraNessun restringimento dell’estensione dei poteriCon autentica notarile
Statuto societarioEsattezza dei nomi degli organi e della struttura delle quoteCambia in base all’ente
Parere legaleConservazione della struttura argomentativaDi solito nessuna

Chi usa la traduzione giuridica?

Il primo gruppo è quello degli studi legali. Nelle pratiche con elementi di estraneità la traduzione delle prove, della corrispondenza e dei documenti prodotti dalla controparte incide direttamente sulla strategia processuale. Il secondo gruppo è quello degli uffici legali e acquisti delle società che firmano contratti internazionali; qui la traduzione è una parte del processo di trattativa.

Il terzo gruppo è quello delle persone fisiche: le cause di divorzio avviate all’estero, le pratiche successorie e le domande di riconoscimento ed esecuzione richiedono la traduzione giuridica. Il quarto gruppo è quello dei procedimenti di arbitrato e di mediazione; in questi procedimenti il volume del fascicolo è grande e il calendario è stretto.

Il metodo di lavoro

  1. Elenco terminologico. Prima di iniziare il lavoro si estraggono i termini propri della pratica e si concordano con il cliente o con l’avvocato. Un termine che cambia in seguito significa una correzione retroattiva su tutta la pratica.
  2. Testi di riferimento. Si esaminano i contratti tradotti in precedenza e la corrispondenza tra le parti; la continuità è metà della qualità.
  3. Traduzione. I numeri degli articoli, i rimandi incrociati e la sezione delle definizioni si conservano esattamente con la struttura del testo di partenza.
  4. Controllo orientato al diritto. La seconda lettura è centrata sul contenuto e non sulla lingua: la direzione dell’obbligo, i termini, i poteri e le proposizioni condizionali vengono verificati uno a uno.
  5. Consegna e registrazione. Le decisioni terminologiche vengono annotate; la coerenza nelle parti successive della stessa pratica si ottiene da questa registrazione.

Come si tutela la riservatezza?

I testi giuridici portano nella maggior parte dei casi informazioni non ancora rese pubbliche: i prezzi in trattativa, la strategia processuale, i dati personali. Per questo nella traduzione giuridica la riservatezza non è una cortesia, ma un requisito tecnico del lavoro. Il livello minimo atteso nella pratica è questo: un impegno scritto di riservatezza, la limitazione dell’accesso alla pratica alla persona incaricata e la definizione del periodo di conservazione al termine del lavoro.

Nelle pratiche che contengono dati personali acquista inoltre importanza il luogo in cui il dato viene trattato. Nelle pratiche distribuite a una rete di collaboratori autonomi la risposta a questa domanda può diventare incerta; va disciplinata espressamente nel contratto.

La seconda dimensione della riservatezza riguarda il periodo successivo alla fine del lavoro. Per quanto tempo la pratica verrà conservata, su quale supporto verrà tenuta e come verrà distrutta deve risultare per iscritto. Rientrano in questo ambito anche le frasi conservate nella memoria di traduzione: una memoria formata dal testo contrattuale di un cliente non deve essere usata nel lavoro di un altro cliente. Come questa separazione venga garantita sul piano tecnico è una domanda concreta da porre al fornitore.

Riconoscimento, esecuzione e pratiche estere

Uno degli ambiti in cui la traduzione giuridica si usa più intensamente è quello in cui i provvedimenti di giudici stranieri producono effetti in Türkiye oppure i provvedimenti di un giudice turco vengono usati all’estero. In queste pratiche la traduzione da sola non basta; occorre che il provvedimento sia passato in giudicato, che porti le annotazioni necessarie e che la catena delle certificazioni sia stata completata.

Dal punto di vista della traduzione la particolarità di queste pratiche è la resa del dispositivo con fedeltà assoluta. Mentre nella parte motiva si può tollerare la perdita di una sfumatura, nell’estensione del dispositivo non è accettabile nemmeno lo scostamento più piccolo. La resa fedele dei nomi delle parti, dei numeri di fascicolo e delle date è altrettanto critica.

In pratiche di questo tipo è determinante anche il regime di traduzione del Paese di destinazione. Alcuni Paesi accettano soltanto la traduzione di un traduttore da essi autorizzato; in questo caso il lavoro da svolgere in Türkiye non è la traduzione in sé, ma il completamento della catena delle certificazioni del documento.

La disciplina di lavoro nei testi bilingui

Nel commercio internazionale i contratti vengono spesso redatti in due lingue e i due testi procedono affiancati. In questo assetto la funzione della traduzione cambia: il testo non è più una copia, ma un documento vincolante di per sé. Per questo nei contratti bilingui la traduzione è un processo che gli avvocati delle parti rivedono insieme.

In questo processo tre cose devono essere chiarite senza eccezione: quale lingua faccia fede in caso di controversia, che i termini della sezione delle definizioni rimandino allo stesso concetto in entrambi i testi e che la numerazione degli articoli coincida esattamente. Quando questi tre punti sono garantiti, le differenze di interpretazione che possono emergere in seguito risultano in larga misura prevenute.

Il fatto che il testo continui a cambiare mentre la trattativa è in corso è una difficoltà a sé. Ritradurre da capo l’intero testo a ogni nuova bozza è insieme costoso e rischioso; il metodo corretto è segnare la differenza tra le versioni e lavorare soltanto sugli articoli modificati. Questo abbassa i costi e insieme evita che le formule concordate nei turni precedenti cambino senza che ce ne si accorga.

Che cosa determina il prezzo?

Nella traduzione giuridica gli elementi che alzano il prezzo unitario sono tre: la densità terminologica, il fatto che la seconda lettura richieda conoscenze giuridiche e il regime di riservatezza della pratica. C’è però anche un elemento che abbassa il costo: i contratti sono composti in larga misura da formule ricorrenti. Con un cliente con cui si lavora con regolarità questa quota di ripetizione cresce nel tempo e il costo unitario scende.

Per questo, con gli studi legali, lavorare in un assetto quadro anziché su un incarico singolo è più efficiente per entrambe le parti. Spieghiamo la logica di prezzo nella pagina dei prezzi e le lingue con cui lavoriamo nelle pagine delle lingue.

Situazioni che si incontrano di frequente

  • La lingua che fa fede nei contratti bilingui. Se nel testo non è scritto quale lingua faccia fede, le differenze di traduzione diventano oggetto di controversia. Questa clausola va inserita fin dall’inizio.
  • L’errore nel testo di partenza. Il traduttore non corregge una contraddizione presente nel testo di partenza; la annota e la lascia a chi deve decidere.
  • Allegati e pagine delle firme. Quando si traduce il corpo del contratto e ci si dimentica degli allegati, la pratica resta incompleta; nella maggior parte dei casi sono gli allegati a portare l’obbligo principale.
  • La suddivisione nelle pratiche urgenti. Suddividere una pratica di grandi dimensioni tra più traduttori accorcia i tempi ma mette a rischio la coerenza terminologica; in questo caso l’ultima lettura affidata a una sola persona è obbligatoria.

Potete trasmetterci l’ambito della vostra pratica e le vostre aspettative di riservatezza tramite il modulo di preventivo.

Questo contenuto dà il quadro generale; i dettagli propri di ogni pratica possono variare. Per le condizioni in vigore consultate l’elenco aggiornato dei documenti dell’ente.

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